Tutta la cura

Mi rendo conto che non sarei mai stata in grado di scavalcare il muro che percorre tutto il perimetro del giardino. Ho camminato tanto per arrivare all’ingresso e straordinariamente stringo tra le mie mani la chiave.

La luce improvvisa penetra nei miei occhi e mi stordisce mentre imprimo tutta la forza sul portone, impuntando i piedi che scivolano sul pavimento umido e a chiazze ricoperto di muschio. Per un solo istante, mentre precipito, nella luce le mie pupille si stringono e percepisco il contorno frastagliato dell’immensa chioma.

Sono arrivata all’albero, sono arrivata al punto più nascosto di questo giardino. Sono arrivata stanca e con le ginocchia sbucciate. Sono arrivata a pensare che qui è dove mi voglio trattenere.

Di luce e rugiada splende per tutta l’estensione dei suoi rami. Ho a mia disposizione tutti gli strumenti.

Tutta la cura dedico a che sia l’albero più bello, a che sia l’albero più bello dedico tutta la cura.

Tutta la cura dedico a che sia l’albero più vero, a che sia l’albero più vero dedico tutta la cura.

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